CTV è una televisone di strada, nata sette anni fa, sull\'onda delle prime televisioni di quartiere.
CTV è un mezzo di trasmissione di informazioni, un mezzo di
comunicazione attiva, che si colloca al di fuori del sistema commerciale
e di Stato dell\'informazione.
Uno degli obiettivi del nostro progetto è quello di fornire strumenti e
conoscenze utili ad un utilizzo attivo e coscente del mezzo audiovisivo.
Per questo CTV, da un paio d\'anni è diventata anche un centro di
formazione dove si tengono corsi di alfabetizzazione al linguaggio
audiovisivo, corsi di riprese e montaggio video (vedi la pagina delle
\"news\" per conoscere il programma dei nostri workshop).
La realtà delle \"telestreet\" prende vita lungo il corso degli anni
novanta, quando in molte città italiane iniziano a nascere televisione
di quartiere, con raggio di diffusione molto ristretto (infatti i primi
esperimenti si chiamano anche televisioni di quartiere).
Una delle esperienze più fortunate si ha con OrfeoTv di Bologna che nasce nel 2002.
Da lì in poi, è solo un dilagare di televisioni di strada.
La sua storia è \"gemellare\" a quella delle radio libere degli anni
settanta (come Radio Alice di Bologna prima, o Radio Onda d\'Urto dopo):
entrambe sono mezzi di trasmissione di informazioni,
che in una fase del loro sviluppo si sono trovate a poter essere
fruibili in maniera diversa, attiva e non solo passiva, da \"persone
comuni\", fuori dai \"sistemi di trasmissione\" commerciale o di Stato, e
quindi in un certo senso \"fuori dal loro controllo\" e dalla loro
influenza.
Grazie all\'ingegno, all\'entusiasmo delle persone e grazie alla
possibilità di recuperare materiali dismessi o a minor costo, unito
all\'intuizione di poter \"occupare\" spazi liberi nell\'etere, radio libere
prima e telestreet dopo sono riuscite a modificare il panorama della
comunicazione e della trasmissione di informazioni, nonché il modo di
farla.
Se vediamo questi due fenomeni come due tappe sulla scala evolutiva del
nostro modo di fare informazione e di comunicare, vediamo che ora come
ora la scena è dominata dal medium di \"internet\", che raccoglie le
eredità di tutti gli altri medium fino ad ora conosciuti.
Fare una radio libera, o una telestreet, ai tempi di youtube o delle web
radio è diventato di fatto alla portata di tutti. I siti che consentono
gratuitamente a chiunque di creare un proprio canale si stanno
moltiplicando, e le tecnologie si stanno perfezionando sempre più
velocemente, assieme all\'aumento di capacità di trasmissione dei dati.
In questo senso, non è tanto la realtà della telestreet a crescere in
quanto tale: ci troviamo piuttosto in un\'epoca in cui la moltiplicazione
delle immagini ha raggiunto un ritmo smepre più frenetico; nonostante
ciò, continuano ad esistere telestreet, sia gruppi organizzati che
magari hanno iniziato a trasmettere da piccoli studi, con antenne e
macchinari più o meno improvvisati e recuperati, sia gruppi di persone
interessate a ciò che li circonda e a ciò che accade attorno a loro che
sfruttano i nuovi sistemi di comunicazione.
Mentre prima servivano antenne e trasmettitori per trasmettere sugli
angoli di frequenza liberi dei ripetitori, sfruttando i coni d\'ombra
delle altre emittenti, oggi grazie ad internet è molto più facile poter
mettere in piedi una propria tv o una propria radio. Questo ha
consentito a molte persone anche \"solo\" di raccogliere molto materiale
informativo, darvi un senso e sviluppare delle idee.
Non si è smarrito il senso e la necessità di un contatto diretto con le
persone e le città, non si è smarrita l\'importanza di un contatto con il
quartiere.
Così le persone fanno telestreet a volte senza nemmeno saperlo, creando
un sito internet o creando un canale con video che si appoggiano a
youtube per trasmettere (es. il sito terra dei fuochi che continua a
raccogliere materiale sulla situazione dei rifiuti in campania,
nonostante le immagini rassicuranti dei telegiornali nazionali che
riportano le \"versioni ufficiali\").
E\' importante tuttavia che resti il senso di emittenti autorganizzate,
come anche centro catalizzatore fisico di una certa pratica, e
soprattutto il senso di questo tipo di informazione: una informazione
dal basso, fatta dalla gente per la gente, che possa raccontare la
realtà con un taglio differente da quello di chi controlla i grandi
network.
CTV cerca di documentare ciò che accade nella realtà di brescia,
uno dei nostri obiettivi è di diventare con il tempo un punto di
riferimento per le persone interessate ad una informazione autonoma e
indipendente, e di poter raccogliere più materiale possibile.
Sebbene vi sia molta attenzione alla politica ed all\'informazione, il
tentativo è quello anche di riuscire a raccogliere materiale di diverso
tipo. Questo perchè in fondo, essendo uno strumento, è sempre chi ne
fruisce e chi la fa a determinarne il senso: per cui l\'auspicio è quello
di arricchire sempre più la partecipazione e l\'archivio di CTV.
Non bisogna dimenticare che CTV negli anni ha raccolto moltissimo
materiale filmando e documentando i concerti di radio onda d\'urto e la
festa, uno degli eventi aggregativi per i giovani più interessanti di
Brescia, nonché dibattiti, presentazioni di libri, eventi pubblici.